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Cosa scrivere, cosa omettere, cosa semplificare, cosa drammatizzare... L'indecisione gioca un ruolo fondamentale nella partita della vita. Dimenticate il significato delle parole e reinventate voi stessi. Soffocate il romanticismo. Abbandonate la retorica. Urlate al mondo ciò che è e attendete il soffio della ghigliottina. Benvenuti. La verità è tremendamente arida, n'est ce pas?

mercoledì 11 novembre 2009

And if...

Il funambolo zoppicante che strabuzza gli occhi rendendosi conto d'essere solo un fragile derelitto accasciato sul ciglio di un filo serico.

Il ribelle calpestato da una folla di volti consumati, la sua mano penosamente alzata per chiedere aiuto ad una qualunque delle mille vite senza vita che gli spezzano senza riguardo la spina dorsale.

La gitana danzante dinanzi la morte.

Il fumatore nella sala d'attesa d'un vecchio ospedale svuotato dalla peste (dall'isteria, dalla vita, dalle complicazioni, dalla selezione naturale).

...E se tutto fosse dipeso da loro?
Un singolo movimento,
un'unica parola.
Il collegamento dei collegamenti, il liquido che tiene incollato l'universo e la filosofia.
...E se lo avessi perduto?

Lasciando scorrere le parole chiave...Ashen_Grey.

lunedì 2 novembre 2009

Battle for the Sun.

Difetta del genio impuro,
grida all'osceno,
incide satire sommesse,
si finge irritante, sorride irriverente.

Ha posato un filo d'erba tra le ritmiche percussioni di un campo minato,
ha atteso che la vita si spegnesse,
(non la sua, non la mia, nessuna vita, forse tutte)
ha atteso che l'altruismo tramontasse,
ha atteso che tutto sparisse.

Il vento avvolse le particelle più ribelli dell'universo, in quella notte senza cielo, in quel cielo senza notte,
in quel caos in cui niente è più del nulla stesso.

Lei raccolse il suo filo d'erba e risistemò le cuffie nelle orecchie, perché il sole non accetta di essere nascosto,
il sole desidera illuminare se stesso, non certo l'umanità.
E lei,
Luce pura e semplice,
Graziosa e lucida,
Impertinente ed altezzosa,
Ritratto di vanità, poesia soffocata,
Lei...
...Balla una musica tutta sua.

...Ammirando l'incontemplabile...Ashen_Grey.


giovedì 29 ottobre 2009

Rainbow fire.


"Fui dannato dall'arcobaleno."

Ci sono tipi di fiamme che non bruciano, semplicemente divorano.

Lanciano un unico sguardo prima di afferrare e fuggire con la tua devozione in tasca.

Fuochi che devastano solo ciò che amano, che ingoiano il mondo e lo trattengono nello stomaco sino a quando il tempo lo permette.

Fuochi scaltri, perfidi, di una bellezza commovente.

Fuochi che valgono una vita ed una morte, un'alba ed un tramonto.

L'arcobaleno è un ponte tra Inferno, Terra e Paradiso, non trovate? E' quasi indispensabile desiderare camminarvi sopra, affondare le dita in quei colori e bere direttamente dalla sorgente dell'originalità. Assaggiare il fuoco più incandescente di tutti e sentire la gola fremere di dolore aureo.

La notte non è mai stata tanto fredda.

mercoledì 28 ottobre 2009

Older

Una notte senza stelle,
questo corridoio sta lentamente divenendo lo sfondo dei miei incubi meno reconditi.
Frasi che lampeggiano, sguardi nascosti, pignolerie sotto il lastricato...
Penso che andrò a nascondermi in bagno, l'ultimo, vicino alla finestra.
Nessuno lo degna di uno sguardo, la serratura è difettosa, temono di rimanervi dentro per sempre.
Sospetto sia il simbolo della disperazione: luce spaccata, odore insofferente, lavandino singhiozzante.
Puoi appoggiare il palmo della mano contro il muro e sentirlo tremare. Devono essere le tubature, è un palazzo antico, si sa.
Eppure ormai mi pare di essere più corrosa di lui, più calpestata, più vissuta.
Meno colta, forse,
meno interessante,
lievemente più eloquente.
Ma decisamente più anziana.

Decadente. Ecco la parola giusta.
Sono l'ultimo parto della decadenza.

...Seminando vecchiaia...Ashen_Grey.

martedì 27 ottobre 2009

Real life.

Scivolando in uno stato di angusta freschezza,
le dita intorpidite dall'ardore della creanza,
rieccomi a riflettere sul pensiero meno creativo che possa essere formulato:
la realtà.
Viscida e solida, crudele e stoica.
L'abbiamo costruita frettolosamente, vi abbiamo perso la testa.
Ciuffi di cervello fuoriescono dal cemento che costituisce il nostro universo di connettivi e stimoli digitali,
sprechiamo tempo davanti a milioni di schermi color surrealismo.
Il "concreto" è ormai superato, cartaceo, scontato.
Una melodia a forma di altalena.

Il cappio attorno al nostro collo è sempre più stretto, non trovate?

...Osservando lo sfarzo delle mura... Ashen_Grey.

domenica 25 ottobre 2009

Light

Precipitammo all'interno di un'orbita vuota, graffiammo le sue pareti per rivedere la luce,
fugace, traditrice,
più affilata di un sorriso,
che oramai mostrava noi le spalle, intenta a tornare nel suo abisso di piacere.
E noi? Dove andremo adesso?
Senza una pupilla a cui affidarci, senza un astro da inseguire.
Io? Dove diavolo pensi che possa nascondermi dentro un volto tanto scarno?
Ridatemi il bagliore di un pomeriggio d'inverno,
ridatemi il freddo chiarore del cielo piangente...
Perchè non credo di poter sopportare un'altra notte.

Troppo teatrale? Banale?
Beh, si chiama adolescenza signore e signori, non saprei come altro giustificare tale mancanza di estro.
Il vero problema della mia generazione è il cervello; spento, segregato, punzecchiato da sostanze chimiche troppo ordinarie per soddisfare i nostri appetiti.
Abbiamo bisogno di un altro gradino, di un'intera scala, se permettete.
E come ogni percorso di crescita, il nostro porterà contro un muro di cemento e sogni infranti.

BANG.

... Percependo sulle labbra il sapore dell'asfalto...Ashen_Grey.